Nel corso dei secoli l’amore è stato reso come una passione straziante.

Ovidio fu il primo a proclamare: “Non posso vivere con o senza di te” (Amores III, xi, 39). E anche il linguaggio quotidiano è pieno di espressioni come “Ho bisogno di te” e “Sono dipendente da te”.

Queste frasi ampiamente utilizzate catturano ciò che molte persone conoscono in prima persona: che quando siamo innamorati, proviamo un’attrazione fortissima per un’altra persona, persistente, urgente e difficile da ignorare.

Quando invece l’amore si trasforma in una ossessione che domina la mente e fa soffrire, non parliamo più di amore ma di Dipendenza Affettiva.

Essa è definibile come uno stato patologico in cui la relazione di coppia è vissuta come condizione unica, indispensabile e necessaria per la propria esistenza.

Si tratta di una forma di amore ossessivo, simbiotico, fusionale e stagnante che viene vissuto alla stregua di una droga e per il quale viene sacrificata qualsiasi spinta evolutiva (di cambiamento) e ogni altra gratificazione.

All’altro viene attribuita un’importanza tale da annullare se stessi e non ascoltare i propri bisogni. Tale meccanismo viene perpetuato per evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione. 

La Dipendenza Affettiva fa parte delle cosiddette “New Addictions”, quelle forme di dipendenza dette dipendenze comportamentali, poiché non vedono coinvolta alcuna sostanza chimica (come alcol o sostanze di abuso): l’oggetto di queste dipendenze infatti è un comportamento (o una persona nel caso della dipendenza affettiva) o un’attività lecita e socialmente accettata.

La possibilità di passare dalla relazione d’amore ad una di dipendenza affettiva è frutto di concause legate a fattori di rischio, contestuali ed individuali, che rendono questo passaggio quasi impercettibile, individuabile probabilmente solo attraverso le conseguenze a lungo termine. 

La persona dipendente proviene prevalentemente da un’esperienza familiare in cui sono venuti a mancare accudimento, validazione e risonanza emotiva da parte delle figure di riferimento e ha quindi sperimentato un profondo senso di abbandono ed inadeguatezza, al quale fanno seguito emozioni di rabbia, vergogna e sensazione di vuoto interiore; inoltre non ha imparato a riconoscere, dare valore, prendersi cura dei propri bisogni e stati emotivi e a far rispettare confini relazionali sani.

Caratteristiche della Dipendenza Affettiva

Tra le caratteristiche della dipendenza affettiva troviamo:

  • il soddisfare i propri bisogni di amore e di riconoscimento solo attraverso la cura del partner
  • lo scegliere uomini o donne che appaiono bisognosi di aiuto e credere di aiutarli e salvarli attraverso il proprio amore
  • l’avere una profonda paura dell’abbandono e fare qualunque cosa per evitarlo
  • il farsi carico dei bisogni del proprio partner per averlo vicino, come supportarlo finanziariamente, cercargli lavoro
  • Il compiacimento ad oltranza del partner
  • l’assumersi la maggior parte della responsabilità per ogni problema o fallimento della propria unione
  • un basso livello di autostima
  • l’inclinazione a compensare il vuoto affettivo interiore attraverso un’ulteriore dipendenza da droghe, cibo e alcool

I dipendenti affettivi, solitamente sono donne e ci sono alcuni specifici elementi che le accomunano: 

  • si tratta di donne bisognose di conferme
  • con uno stile di attaccamento ansioso- insicuro
  • con una scarsa autostima
  • terrorizzate dal fantasma dell’abbandono
  • tendenti alla iper responsabilizzazione
  • provenienti da famiglie problematiche

Come uscire dal circolo vizioso della dipendenza affettiva

Come fare dunque per imparare ad avere relazioni più sane? 

Occorre lavorare su alcuni punti fondamentali:

  1. osservare e lavorare sui comportamenti di dipendenza all’interno della relazione: imparare a restare nella fase di “ritiro” del ciclo emotivo, senza agire i comportamenti volti a recuperare il partner. Consapevolizzare ed agire sui sentimenti dolorosi legati alle esperienze di abbandono e abuso dell’infanzia
  2. Lavorare sui sottostanti aspetti di codipendenza (sani confini, cura e rispetto di sé, capacità di riconoscere e far valere i propri reali bisogno ecc.)
  3.  Prendersi cura di sé e provare a chiedere aiuto ad un professionista della salute come uno psicologo o uno psicoterapeuta per consapevolizzare ed elaborare i vissuti dolorosi

 Re-impegnarsi in una relazione sentimentale solo dopo aver raggiunto un buon livello di integrazione della personalità.

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